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Sviluppo delle rinnovabili, cercasi coerenza nella ricerca della vera sostenibilità Stampa E-mail

di Giuseppe Gatti



La coerenza non è mai stata una virtù peculiare dei governi italiani e in particolare di quello attuale. Esempio eclatante di assoluta incoerenza è rappresentato dalla contestuale presentazione del Piano di Azione Nazionale (PAN) per lo sviluppo delle rinnovabili, che propone ambiziosi obiettivi di crescita nell’eolico e nel fotovoltaico, e dal contestuale varo di una norma nell’ambito della Manovra Finanziaria, l’articolo 45 della legge 122/2010, che depotenziando il sostegno dato dall’acquisto dei CV eccedentari da parte del GSE deprime in misura sostanziale il valore dei Certificati Verdi e rende insostenibile lo sviluppo degli investimenti nell’eolico, senza dare per altro significativi vantaggi ai consumatori. [...]

Se i ritorni di questa manovra sono irrisori per i consumatori, le ripercussioni sono invece estremamente pesanti per i produttori di rinnovabili [...]. Conclusione: si è messo in crisi un intero settore, sul cui sviluppo si sono presi impegni a livello di Unione europea, senza al tempo stesso cogliere, se non in minima misura, l’obiettivo della manovra e cioè ridurre il costo dell’energia. Si noti che l’obiettivo non era affatto disprezzabile e non intendo minimamente negare che esista (e lo denuncio da tempo) un problema di sostenibilità degli obiettivi assunti in tema di rinnovabili. L’errore è nel metodo. [...]


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