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L'Austria al top delle tecnologie ambientali Stampa E-mail

di Marta Sacchi


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VERSO IL 2020 CON IL 34% DI RINNOVABILI

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Sul Tirolo sorge il sole... nel vero senso della parola. Questa regione sta diventando, infatti, la sede
austriaca dell’innovazione per quanto riguarda l’energia solare, grazie a un numero crescente di imprese in grado di offrire tecnologie e prodotti promettenti.
Entro il 2020 è stata stabilita per il Paese una quota
di energia rinnovabile sul fabbisogno energetico totale
pari al 34 per cento (il doppio dell’Italia). L’obiettivo è
quello di rendere disponibile entro il 2020 circa il 10
per cento del fabbisogno termico a bassa temperatura
da fonti energetiche solari, per arrivare a oltre il 40
per cento entro l’anno 2050. Per un pieno sfruttamento
di questo potenziale l’Austria sta investendo circa
1,47 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, e nei vari strumenti di sovvenzione e di promozione.

Non solo! L’Austria sta dimostrando il massimo senso
di responsabilità nei confronti dell’ambiente anche secondo l’Environmental Performance Index (EPI) 2010, elaborato dalla Yale University. In base a questo indice l’Austria si posiziona subito dopo Svezia e Francia nella classifica di merito delle nazioni più attente alla protezione dell’ambiente e alla riduzione delle emissioni di CO2. Anche nello sviluppo di tecnologie efficienti per l’utilizzo delle energie rinnovabili, il Paese occupa posizioni di eccellenza a livello internazionale.
Anche gli investimenti per la ricerca sono
notevolmente aumentati: attualmente le imprese austriache che offrono tecnologie ambientali investono circa il 17 per cento del proprio fatturato in R&S.
Per maggiori informazioni: www.aba.gv.at

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Proviamo a immaginare cinque campi di calcio. Mettiamoli insieme, immaginandone la superficie complessiva. Ecco, questa risulterà all’incirca equivalente a 36 mila metri quadrati. Immaginiamo ora che quest’area sia coperta da collettori solari e, così, si potrà avere un’idea del più grande impianto nel mondo per la produzione di energia termosolare.
Tutto ciò non è una visione, bensì una realtà che da quest’anno si sta concretizzando in Arabia Saudita e precisamente a Riad, dove i tetti dell’Università femminile Princess Noura Bint AbdulRahman saranno ricoperti da collettori in grado di soddisfare il fabbisogno di acqua calda di 36 mila persone. Una performance che polverizza (quasi doppiandolo) il precedente record in estensione detenuto dall’impianto danese di Marstal.

Alla legge di questi grandi numeri si affianca il valore dell’appalto, 3,6 milioni di euro, che si è aggiudicata lo scorso giugno l’azienda austriaca GREENoneTEC battendo concorrenti tedeschi, turchi, danesi e asiatici. L’impresa carinziana, pertanto, produrrà e realizzerà i collettori per conto di Millennium Energy Industries (MEI), la società britannica specializzata in sistemi di produzione energetica in Medio Oriente e nell’area nordafricana. L’acquisizione della commessa consolida la posizione ai vertici del comparto eliotermico di GREENoneTEC sulla scena internazionale, dove capeggia la classifica mondiale nella produzione ed è leader europea nel mercato dei collettori.

Pertanto, non sono fuori luogo… le soddisfatte dichiarazioni di Robert Kanduth, amministratore e fondatore di GREENoneTEC che nel 2009 ha realizzato un fatturato di 120 milioni di euro (l’85 per cento totalizzato dall’export): “Per noi quest’ordine – il più grande finora nella storia della nostra azienda – apre nuove prospettive nella penisola arabica, che è il mercato del futuro per quanto riguarda il settore solare. Per la regione questa commessa signi- fica più di 30 nuovi posti di lavoro”. [...]



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