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Siégl: “Austria polo di attrazione low carbon” Stampa E-mail

di Marta Sacchi


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Germany and Scandinavia are the countries that most develop a low carbon economy in Europe, but with regards to the ability to attract investments and improve new businesses, the most important area in the world is the Middle East. Nonetheless, there’s a closer country that developed modern technological solutions in the renewables field and a process of reducing the environmental impact of energy models: this country is Austria. Austria plays a leading role in Europe in two main sectors: energy and life sciences. Particularly important are the aeolian, photovoltaic and biomass cogeneration sectors.
The high quality of the renewable sector in Austria is due to the high level of knowhow contents and above all of the several government facilitations and FFG’s (Austrian Research Promotion Agency) subsidies. A clear example is that 25% of all the solar thermal plants
in Europe are produced in Austria, which has namely an export of 85%. Usually big firms are able to become acquainted with Austrian territory
on their own, on the contrary SMI
can count on ABA - Invest in Austria, the government agency that cares about the support of foreign investments in Austria and gives
free consultancy to interested firms
on behalf of the State.

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Il Paese delle rinnovabili sembra sempre essere lontano migliaia di chilometri. Se si deve citare una nazione simbolo di un percorso virtuoso nello sviluppo di un’economia low carbon, viene spontaneo volgere lo sguardo verso nord e pensare a una realtà scandinava, o alla fotovoltaica Germania. Se, invece, entra in gioco la capacità di attrarre capitali e favorire lo sviluppo di nuovo business, la bussola delle grandi opportunità sembra puntare decisamente verso Oriente: la Cina innanzitutto, ma anche il Medio Oriente e alcune nazioni dell’Est europeo.
Eppure c’è dell’
altro, proprio al di là delle Alpi: l’Austria. Una realtà che prima ha saputo sviluppare in casa soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel comparto delle rinnovabili e ha avviato un concreto processo di riduzione dell’impatto ambientale dei propri modelli energetici. E che ora si propone - forte di questo curriculum - come un appetibile polo di attrazione per gli investitori stranieri.
Nuova Energia ha incontrato Renè Siégl, managing director di ABA - Invest in Austria, l’agenzia governativa promotrice degli investimenti in Austria da parte delle imprese straniere, che gratuitamente fornisce consulenza alle aziende interessate ad insediarsi in Austria
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Quali sono i settori nei quali l’Austria può vantare un’eccellenza tecnologica di rilievo?
I settori che rendono l’Austria un punto di riferimento tecnologico rilevante su scala europea sono principalmente due: il comparto energetico e quello delle bioscienze. In particolare, soprattutto parlando di energia, sono molto forti i settori dell’eolico (l’azienda Bachmann possiede il 40 per cento della quota sul mercato mondiale); del fotovoltaico (l’austriaca GreenOneTech ha appena siglato l’accordo per costruire il più grande impianto fotovoltaico al mondo); di cogenerazione da biomassa (con, ad esempio, la GE Jenbacher per le centrali elettriche alimentate a legno-gas).

Quello delle rinnovabili è un comparto ad alti contenuti di know-how. Come si posiziona la R&S austriaca nel panorama europeo e internazionale?
Secondo il World Competitiveness Yearbook 2010, l’Austria si posiziona sul podio nel panorama mondiale in ambito rinnovabili, dopo Germania (primo posto) e Giappone (secondo posto). L’Italia, purtroppo, è solo quarantesima.
L’ottimo posizionamento austriaco è tale non solo grazie all’alto livello di know-how, ma anche alle innumerevoli agevolazioni governative come, ad esempio, le agevolazioni fiscali dedicate al comparto R&S (costo figurativo 25-35 per cento o premio dell’8 per cento) e alle sovvenzioni da parte dell’FFG (Austrian Research Promotion Agency) che finanzia normalmente il 60 per cento dei costi totali approvati perprogetti innovativi. Un aspetto particolarmente attraente è dato dal fatto che cooperando con Università e centri di R&S, aumentano le possibili sovvenzioni.
Il comparto cleantech in Austria contribuisce alla formazione del PIL nella misura del 4 per cento, generando un giro d’affari di 6 miliardi di euro (di cui 4 miliardi di export) e corrisponde all’1,9 per cento sul commercio mondiale generato da ben 600 aziende (375 delle quali si occupano di produzione).
Per fare un esempio più concreto, il 25 per cento di tutti gli impianti solari termici all’interno dell’Unione europea vengono prodotti in Austria, pari a una quota di export dell’85 per cento. Secondo l’Environmental Performance Index 2010 nella classifica che determina chi sa come usare bene le risorse ambientali, l’Austria si posiziona all’ottavo posto, subito dopo la Francia (al settimo posto).
Paesi al top sono l’Islanda, la Svizzera e il Costa Rica (rispettivamente al primo, secondo, terzo posto).

Uno dei punti deboli dell’Italia riguarda proprio il settore della ricerca, e il tema energia non fa eccezione. Quali vantaggi da una possibile partnership con l’Austria?
I vantaggi di una possibile partnership nel comparto R&S - ed in particolare nel comparto energetico - in Austria si possono riassumere nella parola incentivi. Posso entrare più nel dettaglio, perché si riesca a comprendere al meglio il sistema Austria in ambito R&S: la richiesta di sovvenzione deve avvenire prima dell’inizio del progetto, la durata del progetto per i programmi base è sempre un anno, con la possibilità di presentare ulteriori richieste semplificate, il costo del personale è sovvenzionabile e per l’attrezzatura (macchine, eccetera) viene sovvenzionato l’ammortamento annuale.
Infine, i contributi variano secondo il programma di sovvenzione, la dimensione dell’impresa e il tipo di ricerca intrapresa. Inoltre, ogni richiesta può essere presentata in ogni momento e il pagamento può avvenire in tre tranche (50, 30 e 20 per cento).

«I vantaggi di una
possibile partnership
nel comparto energetico
in Austria si possono
riassumere nella
parola incentivi»

Vede opportunità per le PMI o solo per le aziende più strutturate?
Noi vediamo opportunità per tutte le tipologie di aziende. Quelle più strutturate tendenzialmente si insediano indipendentemente; le PMI necessitano e richiedono il sostegno di ABA - Invest in Austria. Abbiamo sostenuto aziende anche piccolissime, con pochissimi dipendenti. Non siamo interessati solo alle grandi aziende, anzi!

Esistono già partnership di rilievo con aziende di altri Paesi europei?
Sì, esistono. Per citarne un paio posso indicare Vestas Austria, una sussidiaria del gruppo danese Vestas Group. Quest’azienda multinazionale è leader mondiale sul mercato delle facility nel comparto dell’energia eolica. Basata a Schwechat, Vestas Austria coordina le vendite, l’implementazione dei progetti e dei servizi degli impianti di energia eolica in Austria e nell’Est Europa. Un’altra azienda può essere la Enercon, la sussidiaria austriaca della tedesca Enercon, anch’essa operante nel settore eolico e leader in Germania nella produzione di attrezzature per la generazione di energia eolica.

Austria e Italia si trovano lungo una direttrice strategica. Da una parte i mercati dell’Est, dall’altra il Mediterraneo. Sembra una situazione ideale per rafforzare un rapporto di collaborazione di tipo di attrazione low carbon” industriale o commerciale. E - perché no - anche nel settore della ricerca e della formazione.
L’Austria, grazia alla sua collocazione geografica e alle caratteristiche di alta efficienza infrastrutturale, è il luogo ideale scelto da oltre 300 imprese internazionali per collocare il proprio quartier generale verso i mercati del centro Europa. Alla base di queste scelte la forte stabilità politica e sicurezza legale, oltre a una manodopera non solo altamente qualificata ma anche efficiente e produttiva (l’Austria è seconda solo dopo gli Usa per produttività; l’Italia è venticinquesima). Inoltre il mercato austriaco conta 8,2 milioni di consumatori ma con un potere d’acquisto elevato (32.400 euro Pil/procapite) e un forte mercato B2B con formazione di capitale fisso lordo pari al 22,2 per cento del Pil.
Infine può contare su una infrastruttura di formazione di altissima efficienza (qualità della ricerca universitaria) con punte di eccellenza in alcuni settori (per esempio, medicina e bioscienze). La ricaduta sul business della ricerca universitaria è inoltre favorita da programmi di incentivazione (incubatori d’impresa; facilitatori di sviluppo, eccetera) che fanno dell’Austria un Paese di interesse estremo su cui qualsiasi impresa con strategia di espansione in Europa non possa non voler guardare con interesse e determinazione.

 
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