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PAUSA-ENERGIA
 
Musella: "Green economy? USA... e vinci" Stampa E-mail

di Davide Canevari

da New York

PROSEGUE SU QUESTO NUMERO DI NUOVA ENERGIA
IL RAPPORTO DI COLLABORAZIONE CON L'ICE
CHE PREVEDE UNA SERIE DI APPROFONDIMENTI
SU SINGOLI PAESI O MERCATI E SULLE OPPORTUNITÀ
CHE TALI REALTÀ OFFRONO ALLE IMPRESE ITALIANE
CHE OPERANO NEL SETTORE DELLA MOBILITÀ
E DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE.

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Quali opportunità offre il mercato statunitense alle aziende straniere nei settori legati alla green economy?
Nuova Energia lo ha chiesto ad Aniello Musella, coordinatore rete ICE Nord America.
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Antonio Musella, coordinatore rete ICE Nord AmericaPartiamo da un primo quadro generale della situazione.
Negli Stati Uniti il comparto delle rinnovabili è in continuo mutamento. Agli inizi del 2009, durante la peggiore recessione degli ultimi 80 anni, quello dell’energia è stato riconosciuto come uno dei settori con maggiori potenzialità di creare nuovi posti di lavoro e di contribuire alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

«Gli Stati Uniti sono in ritardo di circa 10 anni rispetto all’Europa per quanto riguarda l’adozione di politiche di mitigazione del riscaldamento globale e di sviluppo di fonti rinnovabili, un mercato questo che offre agli investitori stranieri molte opportunità di business»



















Inoltre, dobbiamo rilevare che gli Stati Uniti sono in ritardo di circa 10 anni rispetto all’Europa per quanto riguarda l’adozione di politiche di mitigazione del riscaldamento globale e di sviluppo di fonti rinnovabili, e soltanto recentemente hanno iniziato a stabilire normative federali in merito, con il varo della legge American Clean Energy and Security Act (Legge Usa sulla sicurezza e sull’energia pulita). Il mercato delle energie rinnovabili offre, quindi, molte opportunità di business, anche agli operatori e ai produttori esteri di parti o sistemi. Molto a lungo questo comparto è stato trascurato e - in particolare - è stata trasferita pressoché tutta la capacità produttiva degli Stati Uniti verso l’Asia e l’Europa. Ora, invece, si assiste a un trend in senso contrario. Alcuni Stati (è il caso del Michigan) stanno offrendo aiuti fiscali e prestiti agevolati alle aziende che trasferiscono lì la propria attività; e questi incentivi si aggiungono ai prestiti per lo sviluppo, già disponibili a livello locale e federale. [...]

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