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Deckers: “Mediterraneo, crocevia dell’innovazione” Stampa E-mail

di Davide Canevari


Tom Deckers, manager at Atlas Copco
La crisi mondiale dello scorso anno ha colpito duramente anche il settore dell’oil&gas. La stessa International Energy Agency ha evidenziato un drastico taglio dei programmi di sviluppo lungo tutta la filiera del comparto petrolifero, sollecitando la necessità di rilanciare gli investimenti per evitare un nuovo pesante shock negli anni a venire.
E in questi ultimi mesi qualcosa sembra si stia effettivamente muovendo...
Nuova Energia ha incontrato Tom Deckers, manager di Atlas Copco, la multinazionale svedese leader mondiale per produzione, commercializzazione e noleggio di macchine per aria compressa, presente in 160 Paesi a livello globale.
La società, che proprio in questi ultimi anni ha mostrato un interesse crescente per il settore oil&gas, ha quindi il polso della situazione. In particolare, Tom Deckers fa parte del management della divisione
Specialty Rental che si occupa della crescita del noleggio industriale, con un focus particolare sul mercato dell’oil&gas
.



Quali sono le aree del Pianeta che stanno mostrando i segnali di ripresa più incoraggianti?
In questo contesto di difficoltà dell’economia, un settore portante come quello energetico subisce fasi alterne ovunque. I Paesi che mostrano maggiori segnali di miglioramento, comunque, sono senz’altro il Nord Africa, in testa l’Algeria per il gas e la Libia per il petrolio. Per l’America del Sud segnalerei il Brasile, mentre l’Asia è sempre in espansione.

Per l’attività upstream offshore, in Europa sembra evidenziarsi uno spostamento dal Mare del Nord al Mediterraneo. Per quali ragioni e con quali possibili percorsi di sviluppo?
Lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi del Mare del Nord risale a più di 30 anni fa: è una conseguenza naturale, quindi, che le riserve in loco diminuiscano, dopo un’attività così intensa e duratura. Nel frattempo, nel Mediterraneo sono stati scoperti giacimenti di petrolio e di gas che costituiscono il 5 per cento dei giacimenti mondiali. E questi, nella maggior parte dei casi, sono ancora da esplorare e sviluppare.
Il primo motore del potenziale sviluppo di quest’area è costituito dal fabbisogno dell’Europa, che conta moltissimo sui trasporti via pipeline e sui terminali GNL. Prova ne sono le costruzioni di pipeline per collegare l’Algeria al Sud Europa e i circa 50 progetti che riguardano la costruzione di altrettanti terminali GNL nei Paesi del bacino del Mediterraneo.
Sempre mediterranei sono i Paesi di accesso strategico all’Iraq: Siria, Egitto, Turchia, Libano e Giordania. E sempre per l’accesso all’Iraq, non trascuriamo membri della comunità europea come Cipro, mentre Malta è “ponte” per il Nord Africa. Il loro ruolo si rileva attraverso la presenza crescente di contractor in queste isole.

In particolare, nell’area del Mediterraneo quali sono le principali esigenze - in termini economici, tecnologici, di accettabilità sociale, di sicurezza - che si vanno delineando nel comparto upstream?
Una maggiore stabilità politica nei Paesi del Nord Africa potrebbe incoraggiare gli investitori internazionali, che devono prestare molta attenzione al rispetto delle culture locali, accordarsi con gli enti governativi e operare in un sistema win to win: questo significa che gli investimenti non possono portare benefici unilaterali. Se i Paesi emergenti avranno a disposizione un background comprovato e il massimo dell’innovazione per l’esplorazione e la produzione dei giacimenti, potranno coprire il fabbisogno interno e quello dell’Europa.
Per questo, necessiteranno di raffinerie proprie, che disporranno delle tecnologie occidentali più avanzate rispetto alle raffinerie europee, che sono nate negli anni ‘60. La sicurezza si impone come scelta assoluta: non possono esistere compromessi nell’approccio al settore dell’oil&gas.

E nel downstream?
Anche l’approccio al downstream, chiaramente, richiede soluzioni innovative per la produttività e la sicurezza.

La vostra organizzazione si caratterizza per l’offerta del noleggio. Quale esperienza avete maturato sui mercati americani e del Nord Europa, e cosa può essere trasferito nel Mediterraneo?
Ci presentiamo con circa 20 anni di esperienza nell’upstream a livello europeo con i maggiori contractor, soprattutto offshore nel bacino del Mare del Nord, e altrettanti nel downstream negli Usa, lavorando con le raffinerie statunitensi, clienti molto esigenti e sempre alla ricerca di alta tecnologia a basso rischio. Atlas Copco, un pioniere della tecnologia oil free, ha ora un mercato consolidato in tutto il mondo, sempre più attento a flessibilità e sicurezza.

Quali sono i vostri interlocutori nell’upstream e nel downstream?
Per quanto riguarda l’upstream, collaboriamo con i maggiori contractor delle compagnie petrolifere, anche se riteniamo importante che le divisioni E&P delle compagnie stesse conoscano la nostra offerta: vorremmo sensibilizzare il mercato verso scelte specialistiche e orientate alla sicurezza e all’ambiente. Per il downstream, operiamo direttamente con le società petrolifere.

Qual è la convenienza per un operatore del settore nel scegliere la formula rental?
La flessibilità economica: non immobilizzare capitali fino alla dismissione dei beni; spesso l’utilizzo dei compressori non è continuativo. E poi, l’avanzamento tecnologico: i nuovi prodotti sono a “portata di mano”. Infine, l’assistenza tecnica - specializzata ed esperta - sul sito: tale componente sul campo è fondamentale in questi settori.

Quanto è importante per voi la variabile sicurezza?
A questa domanda risponderò in inglese: no compromise on health, safety and environment. È per questo che siamo l’unica organizzazione di noleggio che può vantare la tripla certificazione: ISO9001 per la qualità, ISO14001 per l’ambiente e 18001 OHSAS per la sicurezza.

Come si posiziona la tecnologia europea nel vostro comparto? E quanto si sente la concorrenza dei Paesi emergenti?
Senz’altro al primo posto: siamo leader mondiali per efficienza e sicurezza. La concorrenza è sana per il mercato, sta a noi restare i leader, attraverso la ricerca, l’innovazione e il confronto con i clienti per poter offrire i migliori prodotti per efficienza e sicurezza.

 
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