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Lettera aperta ai decisori del sistema energia Stampa E-mail

di Agostino Re Rebaudengo


L’ Europa spinge affinché si raggiungano gli obiettivi del 20-20-20. Il che significa ridurre del 20 per cento le emissioni di gas climalteranti, aumentare del 20 per cento l’efficienza energetica e portare al 20 per cento il consumo di energia da fonti rinnovabili. In tale contesto il nostro Paese, non solo guarda ancora con colpevole diffidenza allo sviluppo delle rinnovabili, ma davanti a progetti pronti a partire pone (ai vari livelli autorizzativi) una quantità tale di ostacoli che, sommati all’inerzia burocratica, rischiano di far desistere il più determinato degli imprenditori.
Eppure partiamo con due grossi vantaggi: sappiamo dove dobbiamo arrivare entro il 2020, e abbiamo (in Italia in particolare) una grande disponibilità di risorse naturali (sole, vento, acqua). Non ci resterebbe che lavorare su strategie e implementazione.
Entro il 30 giugno 2010 gli Stati Membri dovranno notificare alla Commissione europea il loro Piano d’Azione nazionale, con obiettivi finali e intermedi, politiche nazionali e misure da adottare per rispettare gli obiettivi richiesti. Ma se apriamo i giornali ci imbattiamo, ad esempio, nel caso Sardegna che, a dispetto di ogni legge sulla libera concorrenza, con una serie di delibere regionali del 12 marzo, ha stabilito che la società Sardegna Energia - 100 per cento di proprietà della Regione - avrà il monopolio non solo per la realizzazione dei parchi eolici, ma anche per la costruzione e la gestione di tutti gli impianti di energia rinnovabile. Cosa racconteremo alla Commissione europea tra due mesi? [...]

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