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L’Italia è a corto di infrastrutture o abbonderà? Stampa E-mail

di Edgardo Curcio


Lo scorso anno si è tenuto un importante convegno promosso dalla Rappresentanza a Milano della Comunità europea e dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas sul tema Lo sviluppo delle infrastrutture energetiche nel contesto delle iniziative europee: il ruolo dell’Italia nel Sud Europa. L’incontro e il dibattito hanno messo in luce l’importanza dello sviluppo delle nostre infrastrutture energetiche non solo per contribuire a migliorare le disponibilità e l’accesso di tutte le forme di energia al nostro Paese, ma anche per sostenere l’apertura e l’integrazione dei mercati europei, della loro sicurezza dagli approvvigionamenti e della loro diversificazione geografica ed energetica.

L’Italia, infatti, riveste un ruolo particolare nel contesto del sistema energetico europeo, basato su una fitta rete di oleodotti, gasdotti ed elettrodotti che rendono aperto e liberalizzato il mercato energetico con indubbi vantaggi per i 400 milioni di utenti che vi accedono.

In questo ambito va segnalato come, proprio nei giorni scorsi, la Commissione europea ha selezionato 43 progetti energetici come destinatari dei finanziamenti del Piano anticrisi. In tutto sono destinati 2,3 miliardi di euro a 31 progetti per il gas e a 12 progetti per l’elettricità. Si tratta della seconda decisione di finanziamento nel quadro del pacchetto per la ripresa economica, che ammonta a quasi 4 miliardi di euro, la somma più elevata mai spesa dall’Ue per le infrastrutture energetiche.
Cinque i progetti che interessano direttamente l’Italia, per un totale di 395 milioni: il gasdotto ITGI Poseidon (100 milioni di finanziamento), l’Interconnector gas Bulgaria-Grecia (Stara Zagora-Dimitrovgrad- Komotini) proposto da Depa, Edison e dalla bulgara Bulgarian Energy Holding (45 milioni), il Galsi proposto da Edison (120 milioni), il cavo sottomarino Sorgente-Rizziconi (110 milioni) e l’interconnessione elettrica Malta-Italia (20 milioni).

II presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, ha detto che l’investimento in infrastrutture chiave non solo darà un impulso all’economia e all’occupazione, ma contribuirà anche ad accrescere la sicurezza dell’approvvigionamento

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Sullo stesso tema,
L’Europa si interconnette
con 43 grandi progetti

   
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di energia e di riscaldamento delle case dei cittadini, anche in caso di perturbazioni delle forniture. Abbiamo appreso la lezione impartitaci dalla recente crisi del gas; è anche per questo che abbiamo deciso di destinare un consistente sostegno finanziario a progetti di nuove infrastrutture energetiche.

Günther Oettinger, commissario europeo per l’Energia, ha aggiunto: È la prima volta che la Commissione stanzia un importo così ingente per progetti energetici. Abbiamo selezionato progetti chiave che contribuiranno a creare una rete energetica più integrata in Europa, che assicuri flussi di energia flessibili al di là dei con- fini degli Stati membri. Gli obiettivi energetici e climatici che l’Europa si è data richiedono grandi investimenti rischiosi nelle infrastrutture con tempi lunghi di ammortamento. Il problema risiede però nel fatto che, nel clima economico attuale, i progetti rischiano di subire ritardi. In questo momento l’Europa può giocare un ruolo importante e contribuire a tenere in vita e far avanzare i progetti.
Ma andando per ordine, qual è la situazione delle nuove infrastrutture energetiche nel nostro Paese per i principali settori interessati? [...]

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