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La parabola del posacenere e il risparmio di materiali Stampa E-mail

di Ugo Farinelli


Negli anni in cui era presidente Brezhnev mi capitava spesso di viaggiare in Unione Sovietica per un programma di ricerca che conducevamo in collaborazione con alcuni laboratori russi. Un’osservazione che ho fatto, e che mi ha insegnato molto, riguardava i posacenere che trovavo nelle camere d’albergo. Tutti uguali, evidentemente di dotazione per quella classe di alberghi, di rame massiccio, ottenuti per fusione, di forma un mezzo cubo di circa 20 cm di lato e 10 di altezza, una cavità semisferica sulla faccia superiore dove spegnere i mozziconi e depositare la cenere. Peso: a occhio, tra 8 e 12 chilogrammi.
Domanda: perché mai? Prima risposta: per scoraggiare i clienti dal portarseli a casa come ricordo. Può darsi, ma improbabile, perché al tempo stesso quella caratteristica li rendeva più di valore. La risposta vera, la ebbi da un amico che lavorava con la Commissione Centrale di Pianificazione. [...]

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