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DOSSIER - C’è qualche novità nella geopolitica del gas Stampa E-mail

di Edgardo Curcio


Sullo scacchiere del gas naturale molte cose stanno cambiando in questo ultimo periodo. Innanzitutto a causa della crisi economica, che ha tagliato i consumi dell’industria e dei servizi, la domanda di gas in Europa e negli Usa è in forte arretramento. Si calcola infatti che mediamente nel 2009 si sia verificata una contrazione dei consumi di gas naturale in Europa dell’8 per cento e negli Usa del 7 per cento. Ciò ha portato ad una riduzione degli approvvigionamenti dai grandi Paesi fornitori e cioè da Russia, Algeria e Norvegia per l’Europa e dal Canada per gli Stati Uniti, mettendo in crisi la struttura produttiva di molti giacimenti di gas già in esercizio e rimandando lo sfruttamento di nuove aree di produzione già scoperte.
Tutto ciò sta rimettendo in discussione molti piani e progetti, sia per nuovi gasdotti sia per nuovi impianti di rigassificazione, anche perché le prospettive per il 2010 e gli anni seguenti non sembrano in grado di recuperare la perdita di domanda che si è verificata nello scorso anno.

Ma accanto alla crisi di domanda, di per sé già importante per segnare un elemento frenante a tanti progetti di sviluppo e a programmi di espansione da parte dei produttori tradizionali di gas, un altro elemento si sta affacciando nella geopolitica del gas, in grado di cambiare situazioni e strategie già in atto. Si tratta della prospettiva di ricavare gas da giacimenti di carbone o da scisti bituminosi, e cioè da strutture di idrocarburi non utilizzate finora per l’estrazione di metano.
Il concetto coal bed methane (CBM) in realtà è conosciuto da molto tempo, in quanto si tratta di gas associato al carbone o utilizzabile nella sua produzione. Ma ora, sia in relazione ai prezzi più alti del gas naturale che consentono di accedere a costi più elevati per l’ottenimento di coal bed methane, sia per un miglioramento delle relative tecnologie e sia infine per una nuova politica energetica statunitense mirante all’indipendenza energetica e alla valorizzazione delle fonti nazionali, vi è un nuovo grande impulso allo sviluppo di questo tipo di gas in sostituzione al gas naturale proveniente dai giacimenti convenzionali del Canada [...].

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