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Se cala la CO2 è tutta un'altra musica Stampa E-mail

di Andrea Francesco Orlando Di Filippantonio


Luciano Ligabue, 2006Quante volte abbiamo sentito canzoni del periodo hippy che parlavano dell’amore per la natura, del rispetto del prossimo e di tante altre cose belle? Quante volte su Youtube abbiamo scritto Woodstock in memoria di quello che qualche nostro genitore ha vissuto? Certo che tutti quei pulmini con la W e il cerchietto davanti, con cui spesso ci si recava ai concerti, non è che consumassero (e inquinassero) poco; eppure l’idea era quella di andare ad un concerto per fare del bene. I migliori come sempre erano quelli che ci andavano in bicicletta.
Ora in termini di CO2 (che ricordiamo, non è un inquinante ma a certi livelli bene non fa all’ambiente) bisognerebbe vedere quanto un concerto old style producesse, partendo dai trasporti della band, degli strumenti (meno rispetto ad oggi) e delle persone, su veicoli sicuramente meno efficienti di oggi. Sarebbe una operazione interessante, ma possiamo limitarci ad evidenziare solamente la contraddizione tra lo spirito felice che vuole sentire solo buona musica e l’impatto non positivo che questo servizio globalmente produce in termini non sonoro-emozionali.
Ai giorni nostri qualche azienda si è accorta di questo controsenso e, spinta forse dalla crescente attenzione del marketing sul tema ambientale o piuttosto da scelte strategiche, indipendentemente dal fatto che le canzoni parlino di ambiente o meno, ha deciso di ovviare al problema emissioni. [...].

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