DI TUTTO UN PO' - NUMERO 51 Stampa E-mail

L’argomento non è tra i più delicati, ma visto quello che passa la tv ce lo concediamo.
In certe giornate ammorbate dallo smog la puzza si taglia a fette, con beneficio
per le profumerie che offrono profilatticamente prodotti che, utilizzati il mattino consentono, la sera, di contenere la contaminazione nei limiti della decenza.
Quello che non è finito nei polmoni si è depositato su abiti impastandosi con le fragranze. Crea una certa emozione immaginare la combinazione Chanel-Pm10.

Se poi qualcuno prova a soffiare il naso corre il rischio di acquistare un carbon credit quale produttore involontario di particelle nocive. A naso, ora, sembra che un rimedio
ci possa essere e se ne starebbe tra le narici. Un apparecchietto, a forma elicoidale coperto di gel, che inserito nelle cavità fa da scudo alle sozzerie che gironzolano nell’aria. Si tratta di un’invenzione di un privato, testata dal Policlinico di Milano e che incontra molta attenzione tra gli amministratori meneghini.

Insomma, questa sorta di filtro garantisce un’adeguata protezione (il 90 per cento)
e dopo l’uso (dalle due alle otto ore) si butta via. Speriamo in un cestino, altrimenti passeremmo da un inquinamento all’altro. Tuttavia, visto l’intenso uso che se ne farà
si pone il problema dello smaltimento ed eventuale riciclaggio. A naso, la carbon sequestration avanza. Poi, penseremo alle polveri che non abbiamo inalato.

Giuliano Agnolini


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