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RUBRICA - Passato (quasi) prossimo Stampa E-mail

a cura di Giorgio Stilus


Novembre-dicembre 1989. C’è solo un più al posto del meno, unico segno che dà una chiara misura del passare del tempo. Per il resto, tra ieri e oggi nulla sembra essere cambiato, con una serie di analogie davvero impressionanti tra questi giorni e le ultime settimane del 1989.
L’Italia di 20 anni or sono vive una fase di profonda espansione - è questa la non trascurabile differenza - e i consumi di energia volano. Si impenna in ottobre (+6,2%) la domanda di energia elettrica. Su livelli record gli acquisti di energia (Sole 24 Ore, 3 novembre); Consumi di gas alle stelle. Pronto il piano quinquennale di potenziamento dei metanodotti e di aumento delle importazioni (Sole 24 Ore, 7 dicembre); Oro nero, boom dei consumi. Raddoppiato quest’anno rispetto alle previsioni l’aumento della domanda di greggio (Corriere della Sera, 14 dicembre).

Tutto il resto è un deja vu al contrario. Il Bel Paese litiga sulla RU-486: La pillola per abortire divide l’Italia (Corriere della Sera, 4 novembre). Evidentemente 20 anni non bastano allo Stivale per dare un calcio alle polemiche e prendere una posizione definita, qualunque essa sia (e qualunque sia il tema in questione).
Si parla di leggi ad personam, ma con altri attori coinvolti… Pier Luigi Bersani, (sorpresa!) allora assessore regionale alla Programmazione economica della Regione Emilia Romagna, è accusato di smaccati favoritismi nei confronti delle cooperative rosse (Sole 24 Ore, 20 dicembre). Il mondo della ricerca piange miseria e denuncia insostenibili tagli agli aiuti pubblici: Ricerca, Governo sotto accusa: pochi fondi e tanta burocrazia (Sole 24 Ore, 15 novembre).

Berlusconi e De Benedetti sono già ai ferri corti: Guerra aperta su Mondadori (Sole 24 Ore, 3 dicembre). Il quotidiano vicino a Confindustria riporta anche lo sdegno della sinistra per il colpevole ritardo del legislatore nel varo di una legge antitrust sull’editoria degna di una democrazia. Valter Veltroni tuona, parlando di una pagina nera nella storia della Repubblica. Ma di quale Repubblica stava parlando, della Patria o della testata?
Al di là della Manica la signora Thatcher privatizza l’acqua e l’operazione viene salutata con entusiasmo, almeno dal mondo finanziario: Londra fa il pieno. Successo anche all’estero per il collocamento che porterà 11 mila miliardi nelle casse del governo britannico (Corriere della Sera, 23 novembre).
Udite, udite… si parla anche di separazione delle reti in casa del cane a sei zampe. La risposta del presidente, Pio Pigorini, è senza margini di trattativa, Eni: il trasporto è nostro e non si tocca (Sole 24 ore, 7 novembre). Nello stesso articolo Pigorini dichiara: “Il GNL? Lo ritengo una eventualità remota. Non ha senso a mio avviso individuare altri terminali, quando già ne esiste uno e in posizione strategica”. La schizofrenia energetica, già rilevata nei mesi precedenti, prosegue raggiungendo vette insuperabili (almeno fino al prossimo bimestre). Da una parte si denuncia la crescente carenza nella capacità di generazione interna, dall’altra si affossa ogni ipotesi di potenziamento o adeguamento del parco centrali, anche per colpa della burocrazia. Enel, stop a 6 miliardi di investimenti ecologici. Fermi perché mancano le autorizzazioni. (…) Esistono circa 500 leggi e disposizioni in materia ecologica, e almeno una decina di ministeri che si occupano sotto diversi punti di vista dell’ambiente, oltre naturalmente al ministero competente (Sole 24 Ore, 7 novembre); Il blackout elettrico già possibile nelle prossime ore (Corriere della Sera, 16 novembre); Occupata la centrale di Brindisi. Il Sud rischia nuovi blackout (Sole 24 Ore, 16 novembre); Brindisi perde un miliardo al giorno (Sole 24 Ore, 21 novembre); Lombardia, una regione affamata di energia (Corriere della Sera, 25 novembre); Emergenza elettrica, investimenti subito (Sole 24 Ore, 26 novembre); Energia, l’Italia dipende sempre più dall’estero. L’import è cresciuto del 26,2% (Corriere della Sera, 14 dicembre); Italia debole in energia. L’urgenza di ridurre la dipendenza dall’estero costruendo nuovi impianti (Sole 24 Ore, 19 dicembre).

Soluzioni concrete? Una sola: un bel cavo tra Mosca e Roma - ora che il muro non c’è più - giusto per non accrescere la dipendenza dalle importazioni straniere... Si sblocca l’intesa Enel con l’Urss, si decide sull’elettrodotto; alla firma il maxicontratto di importazione di energia elettrica (Sole 24 Ore, 5 dicembre). Come lamentarsi di un perdurante mal di testa e decidere di combatterlo scolandosi una bella bottiglia di vodka. Proprio Enel in quei giorni soffriva comunque di altri mal di testa. Parte infatti la (lunga) campagna per la liberalizzazione del settore. Basta con il monopolio Enel della produzione elettrica (Corriere della Sera, 20 dicembre); Energia, privati all’attacco “stop al monopolio Enel”. A quasi 30 anni dalla scelta compiuta dal primo governo di centrosinistra la nazionalizzazione è un mito che scricchiola (Sole 24 Ore, 20 dicembre).

Ma c’è un altro elemento che agita il settore. La difficile convivenza tra un ecologismo ancora acerbo e un po’ barricadiero, che sembra voler contestare ogni attività estranea alla pura e semplice vita bucolica… e il mondo produttivo.
Emblematico il caso scoppiato a fine ottobre. Da qualche tempo l’industria farmaceutica Fidia di Abano Terme è sotto schiaffo da parte di alcune associazioni ambientaliste per l’utilizzo di cavie da laboratorio. Gli stessi dipendenti decidono, allora, di scendere in campo con una iniziativa a dir poco innovativa, per difendere l’onorabilità dell’azienda. Scrive il Corriere del 1° novembre, con partenza in prima pagina: Operai contro verdi a colpi di pubblicità. I dipendenti della Fidia contro le accuse degli ecologisti. I lavoratori si sono tassati per pagare una pagina di pubblicità in difesa dell’azienda.
Pochi giorni dopo - l’8 novembre - a Roma sfilano due manifestazioni parallele. Una, degli operai dell’Acna di Cengio, che si oppongono alla chiusura definitiva dello stabilimento; l’altra degli ambientalisti della Val Bormida che quello stesso stabilimento vogliono chiudere. Ma non è tutto. Il 14 novembre una manifestazione ambientalista a Tambre scatena l’ira della gente. Al centro della contesa, l’ipotesi di costruire una pista da sci all’interno della foresta del Cansiglio. L’altopiano si ribella ai Verdi. Strade bloccate, auto sfasciate e sputi agli oppositori delle piste da sci (Corriere della Sera, 15 novembre). Dura la vita dell’ecologista integerrimo.

Sul’’argomento - in senso lato - si segnala anche una prima importante presa di posizione della Santa Sede. Basta con le violenze alla natura. Giovanni Paolo II: il degrado ecologico minaccia la pace mondiale. Una crisi morale profonda alla base dello sfruttamento disordinata delle risorse. Primo documento pontificio interamente dedicato alle sofferenze della Terra (Corriere della Sera, 6 dicembre); Il gran peccato di inquinare. L’appello ecologico del Papa in linea con la dottrina sociale della Chiesa (Sole 24 Ore, 8 dicembre).

Sul fronte oil&gas, tutto - o quasi - incredibilmente tace. Gli articoli di rilievo pubblicati in due mesi dai principali quotidiani italiani si contano sulle dita di una mano. Tutto si riduce, di fatto a due sole notizie: Enel e Snam a caccia di metano (Sole 24 Ore, 7 novembre); L’Opec da oggi alle prese con il problema delle quote (Sole 24 Ore, 25 novembre).
Intanto, però, l’Italia prova a giocare di anticipo, puntando tutto sul pieno di kWh! Il sogno dell’auto a inquinamento zero vive, infatti, un’altra pagina memorabile (di promesse non ancora pienamente mantenute). Al Politecnico in pista l’auto elettrica. Via alla sperimentazione, fra sei mesi il primo verdetto sul traffico del futuro (Corriere della Sera, 12 novembre). Metti dodici batterie nel motore. Cinque ore in mezzo al traffico sull’auto ecologica che non usa benzina aggiunge ancora il Corriere della Sera del 26 novembre che, tuttavia, ammette tra le righe: la reazione di automobilisti e passanti, curiosità, comprensione, ma anche insulti per la bassa velocità. La vita del progresso e dell’innovazione è ancor più dura di quella degli ecologisti!
Il 5 dicembre si spegne Edoardo Amaldi. E via Panisperna rimane vuota. Solo negli anni a seguire qualcuno capirà quanto la perdita di quella esperienza sarà pesante per l’Italia degli anni a seguire.

Infine, una delle poche previsioni purtroppo tristemente azzeccate: Sarà l’acqua a incendiare il Medio oriente. Siccità e controllo delle risorse idriche possibili casus belli (Corriere della Sera, 3 dicembre).

 
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