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RUBRICA - Passato (quasi) prossimo Stampa E-mail

a cura di Giorgio Stilus


Autunno 1989. Non è la prima volta che a questa rubrica capita di dover ironizzare sui tempi anomali dell’energia. Sottolineando come, spesso, faccia poca o nulla differenza passare dai 20 anni ai 20 minuti; come oggi, cioè, stiamo rivivendo le stesse anomalie, le stesse contraddizioni, le stesse illusioni che già ieri dominavano le pagine dei quotidiani. Potremmo quasi, con un semplice copia-incolla, riproporre nel 2009 articoli scritti venti anni or sono senza far alcun torto all’attualità.
Una situazione che emerge in maniera evidente rileggendo l’approfondimento - dal titolo Il rischio petrolio - pubblicato l’11 ottobre 1989 dal Corriere della Sera: I costi di prospezione sono troppo elevati. Così le grandi compagnie hanno bloccato gli investimenti e messo nel cassetto i piani di ricerca. Preferiscono spremere i pozzi in funzione. Ma quando saranno esauriti? C’è chi ipotizza il prossimo shock. Di straordinaria lucidità e modernità.
Così come lo sono le parole - riportate dallo stesso articolo - pronunciate qualche anno prima da Henry Kissinger: Mai sputare sul petrolio. Mai dire ai produttori: un giorno o l’altro il vostro maledetto greggio dovrete tenervelo voi. Perché del petrolio avremo sempre bisogno in futuro. La digressione nei corsi e ricorsi che trasforma il recente passato in stretta attualità, o per lo meno all’ultima moda, non si ferma alle sole questioni energetiche. Siamo contro il nuovo Barbarossa tuonava la Lega dalle colonne del Corriere della Sera (1° ottobre) scagliandosi contro l’egemonia culturale meridionale e decantando i pregi del federalismo. Si parla di riforma della giustizia, ma è levata di scudi da parte dei diretti interessati: Nuovo processo, no dei giudici (Corriere della Sera, 19 settembre). Scoppia la polemica sull’uso e abuso politico della televisione: Come il sistema della moderna informazione televisiva ha modificato il rapporto democratico tra eletti ed elettori. Video-politica, il nulla al potere (Corriere della Sera, 13 settembre). E che fantasia!
Anche l’eutanasia scuote le coscienze, e ancor più le segreterie dei partiti e i difficili equilibrismi interni alla politica: Dolce morte, nessuno sa decidere, in parlamento giace la proposta del PSI (Corriere della Sera, 9 settembre). Si parla pure di regole più stringenti sull’ingresso degli stranieri in Italia, norme da stabilirsi direttamente nei luoghi di imbarco. Solo che la proposta non è tinta di verde, ma di rosso. Ed è questa la vera sorpresa: Il PCI propone di concordare con i Paesi d’origine modalità d’accesso e tempi di permanenza (Corriere della Sera, 13 settembre). Meglio tornare all’energia, per non divagare troppo. [...]

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