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Ora tutti auspicano i 70 dollari/barile e dimenticano l'effetto frutti di bosco Stampa E-mail

a cura di Drilling

Val di Fassa, dolci regali del bosco
È interessante vedere come le lacrime di chi, a fine 2008, vedeva un prezzo del petrolio stabilmente affondato sotto i 40 dollari/barile, si sono trasformate in gioia fondata sulla profonda convinzione che i 70 dollari di questa estate segnano il raggiungimento di un nuovo ordine petrolifero mondiale.

Questo prezzo, si dice, fa bene a tutti, produttori e consumatori, ed è funzionale agli equilibri economici mondiali. Si tratta di un ragionamento molto rassicurante. Dopo anni di turbolenza e incertezze, ora sarebbe stato ristabilito un sistema di controllo e di guida.

Se assumiamo che tutto ciò sia vero, che i 70 dollari siano il livello ottimale di prezzo da tutti i punti di vista, dovremmo essere in grado di rispondere a delle semplici domande: perché il mercato ha oscillato intorno ai 70 dollari (e non 50 o 80)? Quali forze hanno operato per guidare il mercato verso questo traguardo? E soprattutto, chi si farà garante in futuro di questo equilibrio? Proviamo ad entrare nel merito delle domande. [...]

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