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Dopo Barack anche Silvio faccia la sua parte Stampa E-mail

di G.B.Zorzoli


Il 28 marzo scorso il presidente Obama ha invitato le sedici maggiori economie mondiali, l’Unione europea e le Nazioni unite a partecipare a un Forum sul cambiamento climatico. Obiettivo, facilitare il raggiungimento di un accordo sul riscaldamento globale sotto l’egida dell’Onu in occasione della conferenza annuale sui cambiamenti climatici (COP 15) che si riunirà a Copenhagen il 17 e il 18 dicembre 2009; dove, secondo le intenzioni emerse nelle precedenti COP, si dovrebbe definire una risposta al cambiamento climatico di alto profilo e condivisa su scala mondiale (il cosiddetto post-Kyoto).
I Paesi invitati sono Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Sud Africa, a cui si aggiungono gli Stati Uniti in qualità di padroni di casa e la Danimarca, in quanto Paese che ospiterà a dicembre il COP 15. La presenza dell’Unione europea in quanto tale darà una rappresentanza anche agli altri ventitre Stati membri; lo stesso vale nel caso dell’Onu per il resto del mondo.
Una prima sessione preparatoria del Forum avrà luogo a Washington il 27 e il 28 aprile. Secondo la dichiarazione di un alto funzionario dell’amministrazione americana, ha lo scopo di “rivisitare tutti gli aspetti del problema e cominciare a mettere al loro posto i principali pezzi del puzzle”, fra cui le opzioni tecnologiche, le modalità di finanziamento degli interventi e l’emission trading. L’incontro servirà innanzi tutto a incoraggiare il dialogo sulle modalità con cui affrontare il cambiamento climatico fra le principali nazioni sviluppate o in via di sviluppo e a compiere i primi passi “nella ricerca di iniziative concrete e di joint venture che aumentino la produzione di energia pulita, tagliando di conseguenza le emissioni di gas serra”. [...]

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