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Enel, quanto perso in patria si può guadagnare all'estero Stampa E-mail

di Danilo Corazza

Il Visconte dimezzato vuole diventare un Barone rampante. Costretta dalla liberalizzazione del mercato italiano a mantenere la propria quota non oltre la soglia del 50 per cento del totale dell'energia immessa in rete, Enel guarda dunque all'estero per continuare a crescere. E per non fare la figura del Cavaliere inesistente sugli scenari internazionali, dove i protagonisti giocano a tutto campo. Il futuro dell'ex ente di Stato guarda dunque alla Spagna e alle Americhe, a Bulgaria e Romania, a Francia e Russia. Sulla questione ha preso la parola più volte l'amministratore delegato della società, Paolo Scaroni, che ha anche dettato i tempi per la strategia di espansione: "Crescita all'estero decisa ma graduale al tempo stesso, orientandosi sulla valorizzazione dei proficui mercati in cui l'Enel è già presente, come nel caso di Viesgo in Spagna, o su mercati in via di liberalizzazione, come quelli bulgaro e rumeno". Ciò che si è perso in patria si può riconquistare oltre il confine.[...]

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