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La tecnologia si mette allo specchio con il progetto Archimede Stampa E-mail
di Gennaro De Michele

Con il calore del sole si produrrà il vapore necessario a far girare le turbine di un impianto termoelettrico “tradizionale”. Possiamo sintetizzare così il Progetto Archimede, che rappresenta la prima applicazione a livello mondiale dell’abbinamento di una centrale a ciclo combinato alimentata a gas e un impianto solare ad alto rendimento termodinamico basato su una nuova tecnologia sviluppata dall’Enea. Il Progetto Archimede nasce nell’ambito dei programmi di ricerca sull’utilizzo dell’energia solare per via termica, con una collaborazione tra Enel ed Enea per studiare la possibilità di integrare gli impianti termoelettrici esistenti con gli impianti solari a concentrazione.

Dopo attenti studi, la centrale di Priolo Gargallo (Siracusa) è stata ritenuta idonea alla realizzazione del progetto per i valori di insolazione molto elevati della zona e per le caratteristiche morfologiche del sito dove è a disposizione un’area pianeggiante, di proprietà dell’Enel, in grado di ospitare un campo specchi di circa 60 ettari. Il grande impianto solare incrementerà la potenza della centrale di circa 20 MW e consentirà di produrre energia elettrica aggiuntiva di fonte solare capace di soddisfare il fabbisogno di una città di 20mila abitanti, con un risparmio di 12.500 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno e minori emissioni di CO2 per 40 mila tonnellate all’anno.

Archimede utilizzerà una tecnologia ad alto rendimento che produrrà energia elettrica dal sole sempre, anche di notte e quando il cielo è coperto, grazie a una miscela di sali in grado di conservare a lungo il calore raccolto durante il giorno. La nuova tecnologia Enea prevede: un nuovo sistema ‘ricevitore’ e l’utilizzo di sali fusi come fluido (per raggiungere temperature di funzionamento più alte ed evitare rischi ambientali di fluidi tossici e infiammabili); un sistema di accumulo di calore di grandi dimensioni (per fornire potenza elettrica anche in assenza di sole); un nuovo sistema di concentratori solari (per ridurre i costi).
Il circuito è composto dai collettori solari, un generatore di vapore e due serbatoi per l’accumulo termico, uno freddo e uno caldo. In presenza del sole, il fluido termico prelevato dal serbatoio freddo viene fatto circolare attraverso la rete dei collettori parabolici, viene riscaldato ad una temperatura di 550°C e immesso nel serbatoio caldo. L’energia termica viene così “accumulata”. Da qui viene prelevata per produrre vapore ad alta pressione e temperatura che serve per far girare le turbine del ciclo combinato.
Il campo solare sarà costituito da 360 specchi parabolici per una superficie totale attiva di circa 200mila metri quadrati.

Il moderno impianto di Priolo verrà integrato con il nuovo impianto solare senza bisogno di apportare grandi modifiche al sistema esistente, anche perché il vapore prodotto dall’impianto solare ha caratteristiche di temperatura e pressione assimilabili a quelle di un generatore a recupero di calore alimentato dai fumi di scarico del turbogas. Un primo circuito di prova in scala reale dell’impianto è stato realizzato presso il Centro Ricerche Casaccia dell’Enea.
La produzione di grandi quantità di energia pulita, continuamente disponibile e a costi confrontabili con quella ottenibile con combustibili fossili rappresenta un reale salto tecnologico che permetterà di contribuire ad una maggiore indipendenza energetica e alla riduzione dei gas serra, in particolare per le aree ad alta insolazione come le regioni del Sud del nostro Paese. Lo sviluppo di competenze e tecnologie specifiche potrà offrire buone opportunità commerciali anche verso Paesi, ancora tecnologicamente non competitivi, ma con condizioni climatiche ancora migliori come quelli del Nord Africa.
Con lo sviluppo del progetto Archimede, Enel conferma il proprio impegno nella ricerca di fonti alternative di energia. Da sempre l’azienda pone grande attenzione al rispetto dell’ambiente e all’innovazione tecnologica. Enel è infatti impegnata nella ricerca applicata di processi e sistemi per la produzione di energia che comportino un uso razionale delle risorse e il massimo rispetto dell’ambiente.

Un impegno che ha meritato il premio “Innovazione amica dell’ambiente” 2003: un riconoscimento assegnato da Legambiente, Regione Lombardia, Politecnico di Milano e Università Luigi Bocconi per due progetti (Amis e Marmettola) legati alla ricerca tecnologica. L’azienda investe ogni anno circa 25 milioni di euro per sviluppare le sue attività di ricerca. Nei centri di Pisa e Brindisi lavora un gruppo di oltre 180 ricercatori, su attività di ricerca che riguardano processi innovativi di conversione delle fonti primarie in energia elettrica e si avvalgono di laboratori e strutture di prova all’avanguardia, come la Stazione Sperimentale di Sesta (provincia di Siena) per lo studio degli impianti turbogas, l’Area Sperimentale di Livorno dove si trovano numerosi impianti pilota e dimostrativi, la Stazione Sperimentale di Santa Gilla (provincia di Cagliari) per la sperimentazione di sistemi di combustione pulita e di trattamento fumi. Le ricerche si concentrano principalmente sulla salvaguardia ambientale, la diversificazione delle fonti e l’aumento del rendimento e dell’affidabilità degli impianti. Le attività di sperimentazione sono focalizzate sull’utilizzazione di nuovi combustibili, sull’abbattimento delle emissioni, sulla valorizzazione dei residui di combustione. A queste attività si aggiungono alcuni filoni particolarmente innovativi come le tecnologie dell’idrogeno e i sistemi di separazione e sequestro dell’anidride carbonica.
Enel è impegnata non solo nello sviluppo del solare, ma è tra i leader a livello mondiale nel campo delle rinnovabili con oltre 17.000 megawatt (MW) di potenza installata. Ha una grande esperienza nella gestione delle centrali idroelettriche, un know how riconosciuto a livello internazionale nella geotermia, eolico, minidro, fotovoltaico e biomasse. Nel 2002, Enel ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dell’Energy Award, promosso da Business Week, come la società più impegnata su questo fronte a livello globale. Con una produzione da fonti rinnovabili, al netto del pompaggio, di circa 24 miliardi di chilowattora all’anno, Enel evita le emissioni di 7 grandi centrali a olio combustibile, riducendo di circa 17 milioni di tonnellate le emissioni annue di anidride carbonica (CO2). Secondo le quote stabilite dal Cipe, sulla base degli accordi di Kyoto, Enel, nel periodo 1990-2002 avrebbe dovuto ridurre le emissioni di CO2 di 4/5 milioni di tonnellate. Già alla fine del 2001, grazie a investimenti per 4 miliardi di euro nel miglioramento delle centrali termoelettriche e allo sviluppo delle rinnovabili, le aveva ridotte di 12 milioni di tonnellate. In percentuale, un taglio dell’11%, mentre l’intero Paese ha registrato un incremento delle emissioni di CO2 del 5,5%.
La produzione netta di energia elettrica da fonti rinnovabili di Enel in Italia passerà da 24 miliardi di chilowattora a 27 miliardi di chilowattora nel 2006, sempre al netto dell’elettricità utilizzata per il pompaggio. A quella data, le emissioni di CO2 evitate saranno pari a circa 19 milioni di tonnellate l’anno.
Oltre che in Italia, Enel è presente nelle energie rinnovabili anche in Spagna, in America del Nord e in America Latina dove è la prima società indipendente in questo settore.



 
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