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Un mercato dell'energia a caro prezzo errori e strozzature Stampa E-mail

di Giuseppe Gatti


Nelle ultime settimane è tornato d'attualità un tema che da oltre quindici anni tiene periodicamente banco nella discussione sulla situazione energetica italiana: il divario nei costi dell'energia e del gas tra l'Italia e gli altri Paesi industriali. Recenti interventi dell'Antitrust (veramente pregevole l'indagine conoscitiva sullo stato della liberalizzazione del settore del gas), dell'Autorità e di una Confindustria che ha ritrovato la parola, dopo anni di afasia, hanno nuovamente portato sotto i riflettori questa tematica e ciò è più che comprensibile nel momento in cui la perdita di competitvità del Sistema Italia diventa questione dominante. Bisogna però evitare di confondere questioni tra loro assai diverse, come sono quelle dell'energia elettrica e del gas e non bisogna dimenticare che liberalizzazine e competitività sono condizioni necessarie, ma non sufficienti per la riduzione dei costi. Guardiamo al mercato elettrico: è certamente vero che c'è una perdurante posizione dominante dell'Enel e quindi un suo forte potere di mercato.[...]

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