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In Campania un posto al sole nelle linee guida per lo sviluppo sostenibile Stampa E-mail
di Mimmo Pelagalli

La Giunta regionale della Campania, su proposta dell’Assessore alle Attività produttive e all’energia, Gianfranco Alois, approvò il 25 ottobre 2002 le “Linee guida di politica regionale di sviluppo sostenibile nel settore energetico” che definiscono gli obiettivi, le strategie e le politiche di sviluppo della Regione in campo energetico. Le linee guida si reggono su due cardini essenziali: incentivi per le rinnovabili, solare in testa, e vincoli ambientali per le future centrali convenzionali.

“Le linee guida rappresentano un documento di riferimento fondamentale per lo sviluppo del settore energetico in Campania - affermò quel giorno l’assessore Alois - il nostro obiettivo è migliorare sia la qualità sia la quantità dell’offerta energetica, avendo come punto di riferimento la tutela dell’ambiente. L’obiettivo della Regione Campania è infatti, coprire, entro il 2010, il deficit energetico con almeno il 25% di energia proveniente da impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate. Questa scelta pone la Regione Campania in perfetta sintonia con le politiche energetiche assunte dall’Unione europea e con gli impegni presi nel corso dell’ultimo vertice sull’ambiente di Johannesburg”.

Alle parole sono seguiti, pur con i tempi che la politica impone, i fatti; e un pezzo importante della politica energetica regionale inizierà a partire dagli incentivi al programma ‘Tetti Fotovoltaici’ che avranno corso nel 2004. Anche se, dati i numeri, non è che da considerarsi un primo assaggio.
Le ‘Linee Guida’, pensate come un vero e proprio Piano energetico regionale, individuano come obiettivo primario la riduzione del deficit del bilancio energetico regionale mediante interventi nel settore della produzione e dei consumi. Il documento, con particolare riferimento alla produzione di energia elettrica, ha anche finalità di indirizzo agli enti Locali e a tutti i soggetti pubblici e privati interessati.

Il documento prevede anche di affidare al Presidente della Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore alle Attività Produttive, l’individuazione di un Organismo Tecnico che verificherà la coerenza delle proposte per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica sul territorio ai contenuti delle ‘Linee Guida’, alle indicazioni espresse dell’accordo sancito in sede di conferenza unificata Stato-Regioni del 5 settembre 2002 (che fornisce dei criteri per l’autorizzazione alla costruzione e esercizio degli impianti) e al parere espresso della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Campania.
La valutazione espressa dall’Organismo Tecnico sarà di supporto alla Regione per formulare, in ambito ministeriale, l’intesa volta a concedere l’autorizzazione degli impianti.
Gli interventi in campo energetico avverranno in sintonia con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra fissati dal protocollo di Kyoto, tenendo presente le esigenze di tutela dell’ambiente, della sicurezza pubblica e della salute.

In particolare, le misure nel settore energetico prevedono: interventi per incentivare l’impiego delle fonti rinnovabili e assimilate, ossia energia pulita; iniziative per favorire la riconversione e la riqualificazione degli impianti esistenti per migliorarne il rendimento; l’attivazione di nuovi impianti di produzione di energia elettrica, alimentati da fonti convenzionali che rispondano a quattro fondamentali requisiti. Intanto che impieghino tecnologie ad alto rendimento, basso impatto ambientale e che privilegiano l’uso di reflui termici. I nuovi impianti convenzionali dovranno essere compatibili con vincoli di tutela ambientale e con verifiche d’impatto di tipo “strategico” che tengano conto, cumulativamente, anche delle emissioni prodotte da altre sorgenti inquinanti, compresi gli altri impianti di produzione di energia elettrica eventualmente già presenti sul territorio.

Una centrale per un territorio, ovvero le convenzionali dovranno avere elevata capacità di utilizzo di energia elettrica prodotta nell’ambito del bacino territoriale in cui è previsto l’insediamento. Ultimo capitolo: mai più megacentrali convenzionali, i valori di potenza installata non dovranno essere superiori ai 400MWe.
Inoltre, sono previsti interventi per razionalizzare l’uso di energia elettrica; incentivare l’acquisto di energia sul libero mercato; promuovere e incentivare l’impiego di tecnologie ad alto rendimento e basso impatto ambientale finalizzate al risparmio energetico nel settore civile, industriale e dei trasporti. Altri interventi saranno realizzati per il potenziamento della distribuzione dell’energia tramite il miglioramento dell’efficienza delle reti esistenti e con un sistema di nuove reti capace di trasportare i flussi di energia in modo economico, sicuro, continuo e razionale. Altre iniziative saranno, poi, volte alla divulgazione e all’informazione sull’ottimizzazione dei consumi e sull’uso razionale dell’energia. Le linee guida prevedono inoltre l’istituzione da parte della Regione Campania, del Forum per l’Energia, organo consultivo, composto da associazioni ambientaliste, del mondo imprenditoriale, sindacale, istituzionale e della ricerca per approfondire tematiche legate al comparto energetico regionale. Un’altra novità introdotta dal documento è la creazione di un catasto regionale finalizzato alla raccolta di dati riguardanti le fonti energetiche, l’uso corretto dell’energia e il relativo impatto ambientale. “La Campania - sottolinea Alois - farà fronte alla domanda di energia elettrica in maniera precisa e puntuale, rispettando sia le esigenze di crescita del mondo produttivo, sia le esigenze di tutela ambientale e della salute dei cittadini. La politica regionale in campo energetico è, infatti, rivolta al miglioramento dei servizi offerti alle utenze private, alla crescita della struttura economica della Campania, al rafforzamento del comparto industriale che potrà contare sulla generale efficienza e affidabilità del sistema energetico regionale”.



 
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