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Quell'ultimo miglio dovrebbe essere il primo Stampa E-mail

di Simone Mazzata


Confesso che mi fa un certo effetto l'espressione "ultimo miglio". Mi fa venire in mente il detenuto americano che attraversa il braccio della morte per l'ultima volta, prima di essere giustiziato o, di tutt'altro tenore, il maratoneta che vede all'orizzonte il traguardo tanto agognato. Un senso di liberazione per entrambi, in fondo. Liberazione da qualcosa che soffoca e opprime, dentro o fuori di sè. Senza dubbio, un'espressione dal carattere transitorio e con un "alone" negativo che, nel linguaggio delle strategie energetiche, è il rifiuto cho ogni comunità locale oppone alle centrali, uno scoglio da superare prima dell'avvio operativo del cantiere. Quel senso di amaro in bocca che mi lascia credo sia proprio questo: l'utilizzo di un termine non propriamente felice nell'immaginario collettivo e dal sapore quasi residuale, che certamente gioca un ruolo non favorevole anche nella psicologia e nei comportamenti dei soggetti coinvolti. [...]

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