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ULTIMO NUMERO | EDITORIALE E SOMMARIO







Viviamo all’interno di un’Europa al contrario.

A dire il vero, l’Europa non centra. Siamo noi ad aver imboccato il casello in contromano. E non siamo i soli. In questo testacoda, recentemente, abbiamo trovato un compagno di strada del tutto inatteso. È la Francia dei gilets jaunes, che si è smarcata dalla (ex) locomotiva Germania ritrovandosi improvvisamente su un binario morto.

Come ben illustrato da Giuseppe Gatti e Carlo Andrea Bollino in questo numero, proprio sul settore energia Bruxelles ha profuso grandi sforzi, raggiungendo alle soglie di Natale un significativo traguardo. A questo punto (pur consapevoli di tutto quello che ancora resta da fare) si avvicina la meta di un’Unione Energetica continentale. Dopo l’Europa Verde della PAC, la politica agricola comune, per la seconda volta la UE riuscirebbe (riuscirà!) nell’intento di definire una strategia univoca su un tema così ampio, complesso e trasversale. Peccato che i cittadini comunitari (per non parlar del Tricolore) considerino questo sforzo una “non priorità”, quasi una perdita di tempo.

Secondo la rilevazione Eurobarometro di questo autunno la UE dovrebbe occuparsi in primo luogo di immigrazione e di terrorismo, poi di finanza e di economia. Solo a quel punto, di cambiamenti climatici. L’effetto COP24 (preso in esame da Roberto Napoli a pagina 30) ha fatto un po’ salire in graduatoria un tema altrimenti snobbato. Ma siamo lontani dalle posizioni di vertice.

Per trovare l’energia dobbiamo scorrere la lista delle priorità al contrario, partendo dall’ultima posizione: indifferenza totale, a eccezione di 4 europei su 100. In Italia riusciamo a fare ancora peggio e ci fermiamo al 3 per cento. Dieci anni di sforzi della gestione Junker buttati a mare (evviva la politica dei respingimenti); fatica sprecata per 97 italiani su 100.

Anche il climate change incide ben poco sul barometro delle italiche preoccupazioni. Nell’elenco delle sfide più impegnative in carico a Bruxelles diamo al riscaldamento globale la metà del “peso” assegnato dai francesi o dai tedeschi, un terzo rispetto ai danesi. Consideriamo però quattro volte più perniciosa la gestione delle politiche migratorie. I due problemi sono certamente correlati, ma la considerazione crea improvvisi cali di udito e di attenzione.
D’altra parte, solo il 7 per cento degli italiani (in presenza di risposte multiple) considera “ambiente, energia e cambiamenti climatici” come un problema serio di politica interna. Il valore arrossisce per pochezza se paragonato con le risposte di tedeschi, danesi, olandesi. Ma anche degli stessi francesi, che hanno preso a pretesto per indossare i gilet gialli proprio un paventato aumento dei prezzi dei carburanti. Francia, UK e Italia sono curiosamente accomunate dall’aver espresso un valore record di giudizi totalmente negativi sull’Europa (27 per cento degli intervistati). Un Paese in piena crisi sociale, un transfuga semi pentito, e...


DAVIDE CANEVARI



Codazzi:"Italia banco di prova dell'innovazione" Davide Canevari
Grazie a Junker l’Unione Energetica non è più soltanto un flatus vocis Giuseppe Gatti
Serve una piattaforma di lancio per guidare la transizione al 2030 Carlo Andrea Bollino
2018, un buon punto di partenza Simone Mori
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Natale (Francesco De Gregori) Francesco Lepre
Nel cuore (della crisi) c’è partecipazione Massimo Garanzini
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Se i cambiamenti climatici fanno meno paura... Roberto Napoli
Africa: un continente in transizione Roberto Vigotti, Dario D’Angelo
UK support for oil&gas exploitation in the Arctic incompatible .
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Uno sforzo di sistema e occhi ben puntati sulla meta Agostino Re Rebaudengo
Semaforo (quasi) verde per le alghe Fabio Terni
Opportunità e rischi dell’e-mobility sulla filiera energetica Marco Garbero
Questo sì che è un tema a presa rapida! .
Il sorvegliato speciale Francesco Andreotti e Francesca Floccia
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Salvare il pianeta? Roba snob Michele Governatori
Un pronuncia interessante in materia di controlli e sanzioni del GSE Giovanni Battista Conte
Che spreco la distanza fra ciò che siamo e ciò che potremmo essere! Roberto Napoli
Storia tascabile dell’energia da leggere in 20 minuti Riccardo Varvelli
Sul teleriscaldamento l’Italia sembra non capirci un tubo Davide Canevari
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