ULTIMO NUMERO | EDITORIALE E SOMMARIO













Certi miracoli in Italia riescono solo alle fonti rinnovabili.
Siamo il Paese dei mille campanili e dei cento movimenti. Sembra che la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici ne abbia conteggiati 85 di “caratura” nazionale; senza poter censire la miriade di monadi che animano il dibattito in ambito locale.

Siamo la nazione dove le sole operazioni matematiche che sembrano funzionare sono la divisione (rigorosamente su tutto) e la moltiplicazione (preferibilmente degli incarichi). Eppure, c’è ancora chi riesce a fare la differenza, essendo per definizione la somma delle virtù. Le FER, appunto. Meglio ancora della Maglia Azzurra o del Coro degli Alpini, compiono l’impresa di mettere tutti d’accordo!

L’ultima indagine di Legambiente ne dà una straordinaria dimostrazione.
Lo studio certifica che in Italia, alla fine dello scorso anno, erano 7.978 i Comuni rinnovabili, che ospitavano all’interno del proprio territorio almeno un impianto
di generazione green: solare FV e termico in primis, ma anche eolico,
mini-idroelettrico, biomasse, geotermico...

Ebbene? Nei primi mesi di quest’anno lungo la nostra Penisola sono state approvate 14 fusioni di Comuni, di cui 4 per incorporazione; queste manovre hanno interessato nel complesso 31 municipalità. E qui - meraviglia dei numeri! - succede il miracolo. I Comuni d’Italia sono scesi dalle precedenti 7.998 unità alle attuali 7.978. Né una di più, né una di meno.

A questo punto anche chi tende a litigare con la matematica non potrà esimersi dall’esclamare: Wow! Non esiste neppure un solo Comune che non si sia appuntato al petto la spilla di “amico delle rinnovabili”. Nemmeno il più piccolo o sperduto dei paesini. E pensare che ce ne sono quattro (con tanto di Municipio?) che contano meno di 40 residenti ciascuno.

Neanche una pecora nera in un gregge di quasi 8 mila capi immacolati e profumati di emolliente lanolina; neppure un remoto guasto tecnico che possa aver reso inservibile quel singolo impiantino, con tanto di decadenza dal gruppone del sindaco FER di riferimento. Nemmeno una singola anomalia statistica. Siamo allo zero assoluto; termometro inchiodato a meno 273,15 °C.

Immaginate, invece, quanta simpatia avrebbe destato quell’unico irriducibile fan del gas, quel singolo Comune ribelle o indolente. Il suo timidissimo nero belato non avrebbe in alcun modo sporcato lo spartito delle rinnovabili.
E tutto il resto del gregge sarebbe forse sembrato più credibile...


DAVIDE CANEVARI



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