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La trama del leonino “Il Buono Il Brutto Il Cattivo” è avvincente e trasferibile nell’attuale contesto politico (e non solo). I paralleli sono numerosi, a partire dalle sparatorie, dai colpi di scena e, forse, dall’epilogo del mitico spaghetti western.
Come sancito dalle urne, tre soggetti si contendono il bottino. Come nel film, fanno e disfano ipotetiche alleanze ma sotto sotto vorrebbero far la pelle all’altro, capitalizzando al massimo le mosse. Alla fine, sullo schermo, i tre si sparano tra di loro: alla faccia del bipolarismo, il duello elettorale si è trasformato in triello. Uno vince (Clint Eastwood, Il Buono), uno perde beffato (Eli Wallach, Il Brutto) ma sta sempre meglio dell’altro che ha perso del tutto essendo morto (Lee Van Cleef, Il Cattivo).
La scena si svolge all’interno di un cimitero, altra similitudine. In molti, in Italia, hanno sotterrato le speranze e l’economia registra un po’ di decessi. Anche l’energia annovera triadi al cui interno spesso si combatte l’un contro l’altro armati. Alcune fonti sono buone, altre brutte e nel peggiore dei casi brutte e cattive. Va da sé che vige la reciprocità dei giudizi, spesso, chiunque sia l’emittente del giudizio.
Non sempre la realtà è filmica anche se la fantasia imita la realtà.
Se finisse la sparatoria, eviteremmo di perdere tutti. Stavolta,
vista la posta in gioco, meglio che non ci siano vincitori e vinti.
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ne 2 | 2013
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