|
|
Francesco Sperandini: “Roma città
eterna... ma progetta il futuro”
“La risposta che oggi sono chiamate a dare le moderne metropoli è quella di riuscire a offrire ai cittadini servizi in grado di coniugare innovazione, sostenibilità e qualità della vita. Questa sfida è particolarmente impegnativa per una città come Roma che deve coniugare questo bisogno di innovazione tecnologica con il patrimonio artistico e culturale della città”. Francesco Sperandini, presidente e direttore generale Acea Reti parte da questo spunto per spiegare l’ambizione di Roma di diventare una vera smart city.
“Il concetto di smart grid è strettamente correlato allo sviluppo della smart city. Rendere intelligente la città consente di stabilire un nuovo equilibrio tra uomo, ambiente e infrastrutture. Si potrebbe dire che la smart city riprende idealmente lo spirito rinascimentale della città ideale”.
“Le smart city - aggiunge Sperandini - rappresentano un radicale cambiamento delle realtà urbane, anche in termini culturali. Sono infatti la risposta a nuovi bisogni emergenti. In altre parole le smart city costituiscono non solo una sfida tecnologica ma anche sociale”.
PAROLA DI SMART
L’ultimo nato della famiglia sembra essere il termine smart street che di recente è stato associato alla milanese via della Spiga. Si aggiunge a un interminabile elenco di cose smart. Reti, trasporti, città, comunità, porti, edifici. Speriamo, anche persone... Ma cosa c’è di concreto e dove, invece, ci troviamo di fronte ad un’operazione di mero maquillage linguistico?
Nuova Energia ha raccolto i pareri di oltre 20 autorevoli esponenti del settore energia (e non solo) chiedendo loro di darci in poche righe una personale definizione “smart”. Qualcosa in più di un semplice slogan o di un tweet... ma certo meno di un breve trattato! L’iniziativa ha offerto interessanti spunti di riflessione… |
|
|
GLI EDITORIALI DI NUOVA ENERGIA |
|
Liberalizzazione in
declino? L’interrogativo
è di troppo…
La liberalizzazione dei mercati elettrici dopo
poco più di un decennio di sviluppo, si sta già avviando al declino? L’interrogativo non è retorico e molti analisti incominciano a considerare seriamente questa prospettiva.
Il discorso riguarda l’Europa intera, e l’Italia…
Giuseppe Gatti...
|
Energia e ambiente
cercasi nuova
architettura europea
Di fronte a questa estenuante crisi economica ci si interroga sui modi per costruire un nuovo Trattato europeo. Ebbene, penso che si debba anche pensare a un dibattito per definire quote di devoluzione della politica energetica a livello europeo…
Carlo Andrea Bollino*
|
“Grandi opere o opere smart?”
L’interconnessione tra Calabria e Sicilia, stando alla SEN, è il principale ostacolo rimanente a ridurre di ben 2 euro/MWh il prezzo elettrico all'ingrosso per tutta l'Italia. Ma la regione Sicilia ha recentemente deliberato di darle un colpo quasi esiziale per timori generici di elettrosmog. Per i comitati ambientali del messinese pare siano meglio i fumi delle centrali a olio combustibile (accese nella Sicilia finché la regione resterà una quasi isola elettrica) che il presunto elettrosmog. Questione di gusti.
Michele Governatori*
L'onda della crisi arriva
tardi ma picchia due volte
So benissimo che lamentarsi è cosa noiosa e improduttiva. E infatti non mi lamento. Faccio soltanto qualche conto. Poi, prendo i risultati e li moltiplico per qualche ragionevole coefficiente.
E arrivo così ad un risultato finale, che è per metà fondato sulle cifre e per metà sostanziato da valutazioni di ordine politico, nel senso della politica economia e di quella energetica: la situazione in cui versa il settore elettrico italiano è davvero grave e richiede una presa di coscienza degli attori istituzionali ed una visione strategica nuova.
Chicco Testa* |
|
|
Edgardo Curcio e G.B. Zorzoli tracciano un bilancio dell’ultimo decennio in materia di politica energetica e sistema elettrico (mentre Vittorio D’Ermo ha il compito di monitorare l’andamento internazionale dei mercati energetici e le prospettive per l’Italia.
La “sezioni interni” dà spazio anche a Pasquale De Vita
(La SEN non è un toccasana) e Maurizio Cumo che affronta il tema sicurezza dopo l’incidente di Fukushima, auspicando il rafforzamento delle autorità di controllo con una sottolineatura sul decommissioning nel nostro Paese.
Infine, una new entry per Nuova Energia: il commento di Federutility sul contratto nazionale per il settore elettrico firmato dopo sette mesi di complesse trattative.

Ormai, il GNL è un protagonista del panorama energetico sia sul mercato sia per la filiera tecnologica che ne consente l’utilizzo. Tocca al Canadian Energy Research Institute approfondire il primo aspetto mentre l’intervista a Marco Golinelli (GNL? Può darci delle soddisfazioni) fotografa il secondo. Parla di gas anche Lorenzo Paloscia, con un articolo insolito e avvincente che vale la pena di scoprire… tenendo d’occhio il bollettino meteo. |
|
|
Uno sguardo oltre i confini nazionali con l’intervista a Frank Verrastro (Center for Strategic and International Studies). Un Paese, gli Stati Uniti, che sta cambiando la propria pelle energetica e, di riflesso, può avere importanti riflessi sullo scenario internazionale. Anche l’Europa si muove… con la sua Road Map 2050, come testimonia l’analisi di Elio Smedile.
E si muove pure l’Italia… con il significativo accordo firmato da CESI per la progettazione smart della rete in Arabia Saudita.
Appuntamento immancabile con Drilling che affronta ”il futuro del brent e il controllo del mercato petrolifero mondiale”.

“Investire oggi nelle rinnovabili? Una scelta coraggiosa…”. Lo sostiene Alessandro Casale, amministratore delegato Asja. Queste fonti attraversano certamente un momento particolare che trova eco nell’intervento di Agostino Re Rebaudengo, presidente APER. E sempre alle FER è dedicato il contributo dei ricercatori RSE su come assicurare una migliore integrazione della generazione da rinnovabili.
Infine, a firma Giovanni Battista Conte, una sintesi delle vicissitudini legislative delle rinnovabili nell’ultimo decennio. Una partita spesso difficile, ancora da chiudere. |
|
|