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LATIN AMERICA ENERGY CHALLENGES: MAIN DRIVERS AND FEATURES

In the Latin American and Caribbean Region (LAC), per capita electricity consumption is less than 1/2 the average consumption of EU member countries, 1/3 of OECD countries, and 1/5 of the US, which highlights the room that exists in the region for additional increases in energy consumption as economic growth continues. Primary energy consumption in the region is expected to grow by 50 per cent in 2030 and electricity demand by more than 80 per cent.
To cope with this growing demand an average of 20 GW of new generation capacity per year will be needed until 2030.

 
COVER STORY

Onderdonk: “Technologyis
opening up tremendous options

Nuova Energia 3 | 2014 - cover story

Exxon/Mobil ha presentato l’aggiornamento annuale del suo Outlook for Energy, uno dei più qualificati e approfonditi report sulle future dinamiche energetiche della domanda e dell’offerta mondiali. Nuova Energia ha intervistato Todd Onderdonk, Senior Energy Advisor di ExxonMobil, per approfondire i passaggi più importanti e significativi dell’Outlook.
A fare da filo conduttore all'intero incontro un preciso messaggio di fondo. “Con una domanda di energia prevista in continua crescita e una popolazione mondiale che dovrebbe aumentare di due miliardi di unità entro il 2040, puntando a una qualità della vita sempre più elevata, nessuna delle opzioni tecnologiche e delle fonti a nostra disposizione può essere esclusa a priori. E proprio lo sviluppo tecnologico sta liberando una quantità di risorse, inimmaginabile anche solo pochi anni or sono”.
Da questo punto di vista non aspettiamoci clamorosi salti tecnologici. “La vera innovazione starà nel combinare in maniera sempre più efficiente soluzioni già a nostra disposizione e nella continua evoluzione dei processi”.




Il fatto che si inizi a parlare di crisi strutturale della raffinazione e della necessità di una politica europea di settore è già un passo avanti decisivo rispetto al passato anche prossimo, in cui si è vissuto alla giornata, sperando solo che, per una misteriosa magia, l’orologio della storia riportasse le lancette indietro di due decenni.
Dall’inizio dell’anno 2000 in troppi non hanno capito la natura della crisi e hanno ipotizzato che il mercato avrebbe azzerato le “anomalie” (prezzo alto del Brent, margini di raffinazione bassi)...

 
GLI EDITORIALI DI NUOVA ENERGIA

Così l’apartheid
metterebbe d’accordo
FER e mercato elettrico


E se provassimo a lasciar perdere l’integrazione delle rinnovabili e puntassimo sull’apartheid? Uso volutamente un’espressione antipatica, ma efficace. Immaginiamo due piattaforme per l’MGP assolutamente distinte: su di una si tratta l’energia programmabile, sull’altra la non programmabile.

Giuseppe Gatti...

Spalmare
non significa
asfaltare


Appare poco saggio il quadro che emerge dai rumor... Dunque, che senso ha colpire le piccole e medie imprese alle quali con altra voce si vuole dare respiro e credito per la ripresa economica? Colpite solo gli impianti sopra 1 MW con la spalmatura.
Non asfaltate, per favore, quello che resta del sistema imprenditoriale italiano.

Carlo Andrea Bollino*



Marta non è ancora spacciata | PUNTATA 5

Derrick (riserve non convenzionali) ha iniziato sul numero 5|2013 di Nuova Energia un esperimento a puntate.
Un racconto, che non so bene dove andrà a parare a dire il vero, ma che di sicuro nell’ambientazione avrà molti elementi che si riferiscono al mondo di questa rivista e di chi la legge: l’energia. Il mio obiettivo non è camuffare aziende e personaggi reali del nostro settore per parlare liberamente di loro, ma lanciare qualche idea o provocazione o ipotesi molto pop su come potrebbe funzionare l’energia tra, diciamo, vent’anni.
Non su come penso che funzionerà, di questo non ne ho idea, faccio solo ipotesi un po’ a ruota libera...

Michele Governatori*



È noto: in questo tribolato 2014 anche l’editoria è in crisi. Una ricetta semplice per ridurre i costi - senza per altro intaccare la qualità del prodotto - potrebbe essere quella di limitarsi, semplicemente, a riproporre gli articoli pubblicati nella primavera del 1994!
E questo l’incipit di questa rubrica che da oltre dieci anni spigola su quanto scrivevano i giornali di 20 anni fa.

 
GEOPOLITICA

In un numero ad alto tasso di internazionalità si inseriscono le riflessioni di Edgardo Curcio e Vittorio d’Ermo incentrate soprattutto sui riflessi in Europa (e non solo) della crisi ucraina.
Ancora, uno sguardo all’area che va dai Caraibi all’America Latina con Ricardo Rainieri (World Bank). Restando su una dimensione planetaria, si segnala l’intervento di Khalid Al-Falih, amministratore delegato di Saudi Aramco, sul tema del libero accesso all’energia pulita come diritto di tutti. Una sfida che potrà essere vinta sfruttando in modo equilibrato e sinergico tutte le fonti e le tecnologie a nostra disposizione.




“È quanto mai opportuno che l’Italia faccia la sua parte nel porsi alla testa del processo di integrazione energetica europea, senza sotterranee resistenze passive verso la prospettiva del mercato elettrico europeo”. Questo un passaggio dell'intervento di Roberto Napoli (Politecnico di Torino), ricco di argomentazioni sentite e documentate sulle condizioni della nostra energia.
All’interno dello spazio dedicato nel dossier alla power generation, non poteva mancare il parere (preoccupato) di Agostino Re Rebaudengo, presidente di Assorinnovabili. Tutto da leggere l’intervento di Federico Santi - nelle tradizionali vesti de L’energumeno - dedicato a una iniziativa a sfondo… fotovoltaico.

 
MOBILITÀ SOSTENIBILE

Sul versante gas, l’intervista a Eni gas&power fa il punto della situazione globale sul metano per autotrazione, combustibile sempre più gradito agli automobilisti italiani ed europei.
Andrea Molocchi passa alla trattazione di un altro gas, il GNL, mettendo al centro della sua riflessione la politica europea delle emissioni nel trasporto marittimo (Dalla battaglia navale al cantiere industriale).




All’interno di questo numero spiccano alcuni articoli che trattano il complesso rapporto tra energia e ambiente.
Ugo Farinelli e Maurizio Delfanti ne illustrano l’aspetto tecnologico, rispettivamente sul versante ricerca (Tecnologie energetiche? La strada non è unica) e sulla realtà italiana delle smart grid.
Ecco il costo di Kyoto per le imprese energetiche italiane: questo il titolo dell’articolo di Francesco Marghella. Cambiamenti climatici, un problema (anche) di sicurezza è lo spunto dell’articolo di Elio Smedile. Due punti di vista: al lettore la stimolante opportunità per farsi un’opinione….

 
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