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Orlandi: “Dipendenza dall’estero?
È più grave la sindrome Nimby
Il passaggio da Energia a Sorgenia non è stato un semplice cambio di brand.
È il risultato di una riflessione strategica di un’azienda alla quale cominciava ad andare un po’ stretto il ruolo di produttore da sole fonti tradizionali. L’amministratore delegato Massimo Orlandi, prende spunto da questo episodio per valutare l’andamento della liberalizzazione in Italia, stimare le reali prospettive delle rinnovabili, richiamare l’attenzione sulla sindrome Nimby e sugli eccessi tutti nostrani della cultura del no.
Ad uno stato che spesso si dimentica di essere liberalizzatore e preferisce indossare la giacca dell’azionista dei “campioni nazionali dell’energia” chiede maggiore attenzione per i nuovi operatori. Infine uno sguardo all’Europa: possibile teatro di acquisizioni per la sua azienda e realtà “controversa” che, probabilmente, con la Direttiva 20 20 20 ha puntato a un obiettivo troppo ambizioso.
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La bolletta petrolifera
sta nel pieno
Mentre il prezzo del petrolio viaggia su livelli mai visti finora, il valore delle azioni delle compagnie petrolifere è in evidente sofferenza. Eppure, sia i profitti registrati, sia i dividendi distribuiti sono altissimi.
Siamo dunque in un sistema ormai al di fuori dalla regole “classiche” dell’economia.
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La fisica quantistica
a caccia dell'oro nero
Nell’immaginario collettivo la fisica teorica viene spesso considerata un’attività svolta da pochi specialisti in qualche torre d’avorio; quindi isolata dai concreti problemi della società. Eppure, la fisica teorica rappresenta (anche) uno strumento efficace nella ricerca di ulteriori riserve petrolifere.
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ENERGIA E FORMAZIONE
Lo staff di Nuova Energia
è stato coinvolto in alcuni importanti progetti formativi, diretti sia al mondo della piccola e media impresa,
sia al consumatore finale.
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“Sì alle rinnovabili, ma con il nucleare”
In Europa nel 2020-2025 oltre l’80 per cento delle centrali elettriche di potenza sarà in funzione da almeno un terzo di secolo.
Nei prossimi 20-25 anni il Vecchio Continente avrà dunque bisogno di nuove installazioni per complessivi 800 mila MW. A tanto ammonterebbe il fabbisogno stimato per coprire l’inevitabile aumento della domanda di kWh (in un’ipotesi conservativa) e la necessaria sostituzione degli impianti più obsoleti. Caricare una simile responsabilità sulle spalle di eolico e solare sarebbe fantascienza.
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La Cina alla conquista dell'Africa
Cina da record in campo energetico. Non solo per
i livelli dei consumi, ma anche per le potenzialità di crescita delle sue aziende energetiche. Mentre le Cinque Sorelle stanno a guardare, la compagnia PetroChina conquista
la leadership mondiale per capitalizzazione, surclassando anche ExxonMobil.
E siamo solo all’inizio…
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Su Nuova Energia,
un dossier speciale
Energia & Mercati
Come ogni anno
Nuova Energia dedica al tema energia e mercati un ampio dossier
che sarà pubblicato
sul numero 4/2008
di giugno-luglio.
Questa scelta editoriale
conferma il positivo riscontro che la testata
sta incontrando tra
gli esperti di settore
che operano in banche, finanziarie, assicurazioni.
Scarica il pdf
di presentazione
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Prosegue il dibattito sui biofuel
Due approfondimenti di taglio internazionale riaprono il dibattito sui combustibili verdi.
Il primo, firmato da Justin Dargin, dal titolo Biofuel Development Creation and Controversy invita a riflettere sulle criticità ancora in sospeso, connesse con il rapido sviluppo di questa soluzione: il calcolo delle emissioni lungo tutto il ciclo di vita, le pressioni sulle colture alimentari, le diverse politiche di incentivazione negli Usa e in Europa.
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ANTICIPAZIONI
Sul numero 3/2008 di Nuova Energia – attualmente in lavorazione – Daniele Cesano dell’Harvard University (Usa) riprenderà il tema dei biofuel,
con un articolo sugli aspetti economici e sociali del piano di sviluppo dell’etanolo
in Brasile e con un focus
sugli scenari futuri.
Sul tema - e sulle possibili
criticità per il nostro Paese,
alla luce delle prescrizioni
della Commissione europea -
è anche previsto
un commento firmato
dagli esperti dell’Unione Petrolifera.
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